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martedì 28 agosto 2012

STRATEGIA CENTER OF GRAVITY : BELKHAYATE

La strategia center of Gravity è anche chiamata Belkhayate COG strategy dal nome del suo teorico E. M. Belkhayate.

Belkhayate è un analista che nel 2009 ha ricevuto in Francia il primo premio messo in palio alla fiera dell’analisi tecnica di Parigi.

Questa strategia si basa sulla premessa che i prezzi sono fluttuanti attorno ad un valore centrale, appunto centro di gravità.
Secondo la teoria di Belkhayate quando i prezzi si discostano molto dal centro di gravità la possibilità che tornino in direzione del valore centrale è molto alta.

Scheda Strategia Center of Gravity

  • Adatta per: Futures e CFDs
  • Strumenti: Indici di borsa (FTSE, CAC, DAX ...), Forex (EUR/USD, GBP/USD …),Commodities (petrolio, oro …)
  • Frequenza di trading: Bassa - da 3 a 4 segnali al mese
  • Disponibilità: WHS Prostation Manuale e WHS FutureStation Manuale o automatico

Descrizione grafica, dettagli della strategia Center of Gravity: Belkhayate


Sulla base di questa premessa si può aprire una posizione quando il prezzo reale si allontana molto dal centro di gravità il quale può essere calcolato con un grafico a quattro ore visualizzato con una singola linea.

Inoltre Belkhayate calcola 3 bande sopra e 3 sotto alla linea del centro di gravità che sono il risultato di un calcolo statistico e da numeri di Fibonacci. Quando il prezzo raggiunge la terza banda, la deviazione dal centro di gravità è molto forte e la possibilità che il prezzo ritorni al valore centrale è molto alto, 90%. Quando il prezzo devia sulla terza banda verso l’alto il trader può aprire una posizione short mentre se scende verso la terza banda inferiore il trader può aprire una posizione long. In questi casi ci si attende che il prezzo risalga o riscenda verso la linea di gravità.

Quando va chiusa la posizione? Per questa eventualità c’è il timing indicator di Belkhayate’s COG che oscilla attraverso le tre zone: zona mediana, zona di uscita e zona di allarme. Nella zona neutrale non accade nulla, nella zona di uscita la posizione può essere chiusa e la zona di allarme corrisponde ai segnali di entrata. In alternativa al timer indicator, che in alcune situazioni non sembra dare il massimo, possono essere usati l'ATR o lo Stocastico lento con il quale il price e lo stop possono essere determinati in base all’ATR oppure l’incrocio delle linee dello Stocastico lento.

Un’uscita basata su questo incrocio è semplice poiché non richiede né stop né target. Una posizione short viene chiusa quando la stocastica veloce incrocia in alto la stocastica lenta. Una posizione long viene chiusa quando la stocastica veloce incrocia in basso la stocastica lenta.

Conclusioni


La strategia "Center of Gravity" è precisa nei segnali di entrata mentre i segnali di uscita sono più vaghi ma per questo il trader può trovare un rimedio usando lo Stocastico lento. La strategia COG genera solo circa 4 segnali al mese per strumento, però è possibile applicarla a vari indici, al forex e alle commodities e quindi i traders possono lavorare con un’ampia gamma di strumenti per compensare la scarsità di segnali.

venerdì 24 agosto 2012

I MIGLIORI MOMENTI PER FARE TRADING

Il mercato del Forex è l'unico aperto 24 ore su 24, che inizia la domenica alle 23:00, ora italiana, e prosegue in modo continuativo fino alle 23:00 del venerdì. Questo vuol dire che in uno qualsiasi di questi momenti si possono effettuare degli scambi.
(L'ora usata nel forex è quella del GMT(Greenwich) e per calcolarla bisogna sottrarre 2 ore al nostro fuso in estate e sottrarne una d'inverno).

I principali mercati del Forex sono, in ordine d'apertura: Sydney, Tokyo, Francoforte, Londra e New York.
Un giorno lavorativo del Forex inizia con l'apertura del mercato di Sidney (Australia) alle 23:00 (alle 8:00, ora locale di Sidney) e finisce con la chiusura del mercato di New York (Stati Uniti), il giorno dopo, alle 23:00 (alle 17:00, ora locale di New York), riaprendo immediatamente a Sidney, dove riprendono le contrattazioni.

In questi 5 giorni è possibile fare trading e aprire posizioni sia di vendita (sell), sia di acquisto (buy). Tuttavia ci sono dei momenti più o meno favorevoli da tenere in considerazione se si vuole trarre del profitto da una operazione.
Uno dei momenti più vantaggiosi, e da tenere in considerazione per aprire una posizione forex, è l'apertura dei principali mercati: Tokio, Londra e Stati Uniti.

I momenti, le ore e i giorni consigliati dall’esperienza di molti operatori sono:

1) I momenti migliori in assoluto in cui fare trading sono quelli in cui sono aperti contemporaneamente almeno 2 dei 3 mercati Tokio-Londra-Stati Uniti:
Tokyo-Londra (dalle 8:00 alle 9:00) e Londra-Stati Uniti (dalle 13:00 alle 17:00). Il motivo di tutto questo è il fatto che, quando ci troviamo nella fase di transazione di una duplice apertura, il quantitativo movimentato è decisamente superiore rispetto a quando è aperto un solo mercato.
Per comprendere al meglio la situazione c’è da dire che i mercati aprono a mezzanotte a Tokyo che rimane aperta fino alle 9:00 del mattino. Nel frattempo, alle 8:00, apre il mercato londinese che chiuderà alle ore 17:00. Alle ore 13:00 apre il mercato statunitense che rimane aperto fino alle ore 22:00. Tutti gli orari qui indicati sono da considerarsi secondo il GMT (ovvero l’ora di Greenwich).

2) Le ore migliori sono quelle corrispondenti agli orari di apertura dei maggiori mercati mondiali:
- dalle 14:00-14,30, che corrisponde all’apertura dei mercati a NY, e cosi almeno fino alle 17:00-18:00 sempre ora italiana.
- dalle 8:00 alle 9:00-9:30 di mattina.
- di notte, dopo le 23:00 che corrisponde all’apertura dei mercati a Tokio.

3) I migliori giorni della settimana in cui si sviluppa maggior movimento di capitale sono il martedì, il mercoledì e giovedì, e generalmente durante la metà della settimana.

Questi periodi di tempo sono senza dubbio quelli migliori per fare trading perché sono anche quelli durante i quali possiamo massimizzare le nostre probabilità di successo.

I momenti meno consigliati sono quelli in cui il mercato rimane fermo perché non c'è ovviamente la possibilità di guadagnare.

I giorni sconsigliati sono invece:

1) La domenica sera: appena apre il mercato forex perché generalmente c’è poco movimento e non si può prevedere l'andamento;

2) Il venerdì pomeriggio: il mercato è considerato estremamente imprevedibile. Al venerdì sembra prevalere la irrazionalità nel fare operazioni finanziare dovuto probabilmente al fatto che l’intervallo di due giorni viene utilizzato per fare esperienze diverse, per provare soluzioni alternative. Ricordiamo che il primo venerdì di ogni mese vengono comunicati i dati sulla disoccupazione in America (dato di analisi fondamentale da tenere molto presente).

3) Durante il periodo delle vacanze: pasqua, natale e feste nazionali dei paesi più importanti.

4) Appena escono le notizie: infatti queste influenzano il trend a lungo termine ma appena uscite le monete si potrebbero comportare in modo diverso da quanto appena riportato dalla notizia.

Solitamente, operando su una valuta, i maggiori movimenti vengono registrati durante gli orari di apertura della borsa del relativo paese. Tra tutte le borse mondiali, quella che fa registrare il maggior numero di movimenti di denaro è la borsa di Londra.
Questi sono consigli per chi fa trading a breve termine; ovviamente chi apre una posizione con l’intenzione di chiuderla mesi dopo non è molto influenzato da questi fattori.
Questi dati sono ovviamente frutto della esperienza di molti traders e dal modo di fare trading online con il forex.

giovedì 4 agosto 2011

BANK OF JAPAN RIVALUTA LO YEN

L'istituto centrale nipponico ha acquistato sul mercato grandi quantità di dollari per frenare la corsa della sua valuta-rifugio, che negli ultimi giorni era arrivata ai massimi da 65 anni - La moneta è crollata improvvisamente del 2,7%.

Dopo la Svizzera, il Giappone. Ieri Tokyo è intervenuta sul mercato per frenare la corsa della sua valuta, che è crollata improvvisamente del 2,7%. La Bank of Japan ha acquistato sul mercato grandi quantità di dollari, spingendo il biglietto verde a risalire da 77,03 a 79,43 contro lo yen, mentre l'euro ha recuperato da 110,45 a quota 113,3 yen.

La decisione è arrivata a poche da quella della Banca centrale elvetica, che sulla stessa linea aveva già annunciato un taglio dei tassi d'interesse proprio per smorzare l'apprezzaento del franco. Le due valute sono considerate a livello internazionale un investimento rifugio e negli ultimi giorni avevano fatto registrare un deciso balzo in avanti. Molti, forse troppi investitori avevano deciso di acquistare grandi quantitativi di queste monete per tutelarsi dalla svalutazione dell'euro e del dollaro. Un meccanismo che negli ultimi giorni aveva portato lo yen ai massimi da 65 anni, penalizzando le esportazioni giapponesi.

La mossa della BoJ ha aiutato anche la Borsa di Tokyo, che si è ripresa dal tonfo di ieri l'altro (-2,1%), chiudendo in rialzo dello dello 0,23% a 9.659,18 punti.

domenica 17 aprile 2011

COME LA STAMPA DI DENARO INFLUENZA IL FOREX

L’offerta di moneta influisce sull’inflazione a più lungo termine e sull’andamento delle valute, spesso con ritardo di uno o due anni. E’ un fattore molto importante da considerare, poiché vi è una forte correlazione tra la crescita monetaria e l’inflazione. Si parla di una correlazione positiva, il che significa che se aumenta l’offerta di moneta, l’inflazione dovrebbe crescere, al contrario se l’offerta di moneta diminuisce, scende anche l’inflazione.

E’ importante notare che le banche centrali stanno osservando attentamente la crescita e la dimensione dell’offerta di moneta al fine di mantenere l’inflazione sotto controllo.

Le banche centrali acquistano o vendono titoli a reddito fisso, noti come obbligazioni o buoni del Tesoro, al fine di influenzare l’offerta di moneta, portando ad un aumento o una diminuzione della disponibilità di cassa che può essere utilizzata per il consumo.

Come può una banca “stampare denaro”? Se una banca centrale riduce l’offerta di moneta, può ad esempio vendere i buoni del tesoro. In questo modo, la liquidità del mercato si riduce. Quando una banca centrale acquista poi di nuovo i buoni, aumenta l’offerta di moneta, perché la banca centrale mette dei contanti nel mercato, aumentando così la domanda dei consumatori. Questo è ciò che viene spesso chiamato come denaro che un paese stampa. Questo è anche quello che è stato annunciato e che hanno fatto, nel corso della crisi, paesi come gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Giappone.

L’offerta di moneta sul mercato e le decisioni che la banca centrale di un paese prendere in merito a questo parametro sono molto importanti per il nostro trading. Si tratta infatti di un dato fondamentale da prendere in considerazione. Come abbiamo detto, se aumenta oggi l’offerta di denaro, gli effetti sull’inflazione si vedranno solo a distanza di uno o due anni, come sta accadendo adesso, ma ciò non toglie che è un potente strumento per il futuro.

La banca centrale influisce sull’offerta di moneta anche quando trasforma il tasso di interesse. Se questo è maggiore, allora si ha una diminuzione di disponibilità di moneta sul mercato, mentre se è minore c’è più moneta sul mercato. Anche in questo caso si tratta di una soluzione che hanno adottato le banche centrali per aumentare l’offerta di moneta nel corso della crisi.

Ma cos’è davvero l’offerta di moneta? Di solito, negli Stati Uniti si considerano tutte le attività relativamente liquide da usare per il consumo. Si conteggiano le banconote e le monete, tutti i depositi nelle banche, i certificati di deposito, sia in valuta nazionale che in valuta estera. Il fattore più importante di questo calcolo sono però i depositi, intesi anche come transazioni tramite le carte di credito. Proprio a causa delle carte di credito, il peso che oggi il denaro contante ha nel conteggio del denaro liquido a disposizione è diminuito.

Da chi è calcolata l’offerta di moneta negli USA? L’offerta di moneta statunitense è calcolata dalla Federal Reserve.

Nel Regno Unito l’offerta di moneta è invece calcolata dalla Bank of England. Nel Regno Unito ci sono invece solo due misurazioni statistiche ufficiali che vengono fatte dalla Bank of England. Sono il contante che si trova al di fuori della Banca d’Inghilterra, al quale bisogna aggiungere i depositi operativi con la Banca d’Inghilterra, e le aziende pubbliche e non bancarie, a cui bisogna aggiungere i depositi bancari dei privati e i certificati di deposito.

Negli altri paesi, invece, chi conteggia quanta moneta viene immessa sul mercato? Le banche centrali hanno questo importante compito. Dunque, per il mercato giapponese le politiche monetarie sono scelte dalla BOJ, per l’offerta di moneta australiana bisogna considerare la RBA, per quella europeala BCE, per la politica monetaria cinese si parla della Banca Popolare Cinese, dell’offerta di moneta canadese se ne occupa la Bank of Canada.

Articolo tratto da www.mondoforex.com del 14/04/2011.

sabato 16 aprile 2011

LA BCE

Sin dal 1 gennaio 1999 la Banca centrale europea (BCE) ha avuto il potere della politica monetaria per l’area dell’euro. Il trattato sull’Unione europea assegna all’Eurosistema l’obiettivo primario di mantenere la stabilità dei prezzi, la creazione di posti di lavoro e la coesione sociale.

Nel mese di ottobre del 1998 il Consiglio direttivo ha adottato una strategia di politica monetaria e la ha presentata al pubblico, con largo anticipo rispetto al lancio della moneta unica. La strategia ha avuto successo nel fornire una solida base per il processo decisionale e una base per la responsabilità nei confronti del pubblico. Questo è stato fondamentale per stabilire la credibilità della BCE e la fiducia nell’euro fin dall’inizio.

Nei suoi primi anni, la politica monetaria unica dovuto affrontare una serie di sfide importanti. La BCE è stata di fronte ad una incredibile moltiplicazione dei prezzi del petrolio. Ha avuto a che fare con il periodo di incertezza sull’economia mondiale nel 2001 a seguito degli attentati terroristici dell’11 settembre. Nonostante questo contesto, la BCE è riuscita sempre a conquistare e a mantenere la fiducia del pubblico e dei mercati. L’inflazione è stata mantenuta a livelli bassi mentre gli indicatori delle aspettative di inflazione a lungo termine sono rimasti in linea con la definizione di stabilità dei prezzi.

La struttura operativa per la politica monetaria unica ha funzionato molto agevolmente dal lancio dell’euro nel 1999 e, di conseguenza, non vi è stata poca volatilità nei tassi a breve termine.

La BCE ha anche effettuato alcune modifiche all’Eurosistema, al suo quadro operativo per la politica monetaria. Sicuramente la BCE è uno degli attori del Forex più importanti in assoluto, considerata anche l’importanza che la moneta unica riveste nel nostro Forex. Capire come si muove e quali poteri ha, quali decisioni può prendere, sicuramente ci permetterà di affrontare i nostri investimenti con maggiore cognizione.

mercoledì 23 marzo 2011

BORSE ASIATICHE IN CALO

I mercati asiatici sono stati in netto calo nella giornata di mercoledì, il sentimento del mercato ha risentito della notizia della presenza di livelli oltre la soglia di iodio radioattivo nella rete idrica di Tokyo .

Durante la fase finale degli scambi asiatici, l’indice Hang Seng di Hong Kong ha perso lo 0,25%, il Kospi Composite della Corea del Sud ha perso lo 0,07%, mentre l’indice nipponico Nikkei 225 è crollato dell’1,65%.

All'inizio della giornata, un funzionario della città di Tokyo ha consigliato alle famiglie di non permettere ai bambini di bere l’acqua del rubinetto, nella quale è stato rinvenuto iodio radioattivo.

Nel frattempo, il governo giapponese ha dichiarato che il costo economico del sisma e dello tsunami dell'11 marzo potrebbe superare i 25 mila miliardi di yen.

Tokyo Electric Power Co., gestore della centrale nucleare colpita di Fukushima Daiichi, ha visto le azioni crollare del 4,5% dopo che gli ingegneri hanno dichiarato di non poter ripristinare l'alimentazione dei reattori danneggiati.

Toyota, la principale casa automobilistico giapponese, ha visto un crollo dei titoli dell’ 1,2% dopo l'estensione del fermo alla produzione negli stabilimenti giapponesi fino al 26 marzo. Le azioni del gruppo rivale Honda sono scese dell’1,75%, mentre Nissan scivola del 2,9%.

I titoli Terumo, produttore di attrezzature mediche, sono crollati del 4,1% dopo aver abbassato le previsioni di guadagno del suo intero esercizio, per via dell’impatto sulla produzione a causa del terremoto e del blackout.

In Australia, le azioni Virgin Holdings Blue, la seconda compagnia aerea del paese, sono crollate del 6% dopo il ribasso delle previsioni degli utili per il trimestre in corso, per via del prezzo dei carburanti e degli effetti sul turismo del Cyclone Yasi del mese scorso e del terremoto di Christchurch in Nuova Zelanda.

Le previsioni per i mercati azionari europei, nel frattempo, sono negative. I futures Euro Stoxx 50 hanno segnato un calo dello 0,45%, i futures francesi CAC 40 hanno indicato una discesa dello 0,4%, i futures FTSE 100 hanno perso lo 0,2%, mentre i futures tedeschi DAX hanno indicato un calo dello 0,55%.

Nel corso della giornata, gli Stati Uniti pubblicheranno i dati ufficiali sulle vendite di case nuove, mentre il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke terrà discorso ad un evento pubblico.

da "www.forexpros.it"

martedì 22 marzo 2011

RECUPERO DELLE BORSE ASIATICHE

Le borse asiatiche hanno registrato dei risultati positivi nella giornata di martedì, i timori per la crisi nucleare del Giappone si sono allentati mentre i titoli degli esportatori giapponesi si sono ripresi dalle pesanti perdite subite a seguito del terribile terremoto dell’11 Marzo.

Durante la fase finale degli scambi asiatici, l’indice Hang Seng di Hong Kong ha segnato +0,75%, il Kospi Composite della Corea del Sud è salito dello 0,51%, mentre l’indice Nikkei 225 è balzato del 4,36%.

La Banca del Giappone ha inserito altri 2 mila miliardi di yen di liquidità sui mercati, giungendo a un totale di liquidità immessa dopo il sisma pari a 40 mila miliardi di yen.

Tokyo Electric Power Co., gestore della centrale Fukushima Daiichi, ha dichiarato che sono in corso dei progressi nel raffreddamento dei reattori danneggiati, mentre il premier Naoto Kan ha dichiarato di “vedere la luce alla fine del tunnel” per il crisi nucleare del paese.

I titoli TEPCO hanno visto un’impennata del 15,8%, mentre le quote di Tohoku Electric Power Co. Sono balzate del 9,3%.

Le azioni degli esportatori giapponesi hanno registrato buone performance sull’aspettativa di ripresa per questa settimana dopo il blocco causato dal sisma.

Toyota ha visto le azioni schizzare del 4,05%, il gigante dell’elettronica Sony è salito del 3,2%, mentre Elpida Memory, terzo produttore mondiale di computer-chip è balzato a +6,4%.

Nel frattempo, Kajima Corp. la più grande società giapponese di costruzioni ha visto un salto del 10,1% dei suoi titoli, tra le aspettative per le entrate derivanti dalla ricostruzione del paese. Le azioni del gruppo rivale, Nishimatsu Construction, sono schizzate del 17,4%.

A Honk Kong, le azioni di produttori di petrolio sono state sostanzialmente più elevate, sula scia dell'aumento del greggio vicino a 103 dollari al barile.

Il gigante del petrolio e del gas PetroChina ha segnato un aumento del 2,5%, mentre i titoli del principale estrattore offshore cinese, CNOOC, hanno indicato un guadagno del 2,7%.

Intanto le previsioni per i mercati azionari europei sono positive. I futures Euro Stoxx 50 hanno segnato un aumento dello 0,05%, i futures francesi CAC 40 hanno indicato un guadagno dello 0,12, il futures FTSE 100 hanno segnato +0,15%, mentre i futures tedeschi Dax hanno segnato un aumento dello 0,05%.

Nel corso della giornata, il presidente della Federal Reserve Bank di Dallas, Richard Fisher, terrà una conferenza a Francoforte, mentre è previsto l’intervento ad un impegno pubblico del segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner.

domenica 20 marzo 2011

LA SITUAZIONE DELL'ORO A VENERDI 18 MARZO

L'oro è salito più di mezzo punto percentuale dopo la chiusura positiva dei titoli asiatici ed il picco dei prezzi del greggio determinato dalle tensioni in Medio Oriente ed in Nord Africa, ma l'aggravarsi della crisi nucleare in Giappone potrebbe contenere l'aumento.

Gli investitori hanno spostato la loro attenzione verso la Libia dopo che le Nazioni Unite hanno autorizzato gli attacchi militari per frenare il leader Muammar Gheddafi, mentre la situazione a Bengasi potrebbe far nascere l'interesse per il metallo prezioso che ha perso più del 2% dopo il recente raggiungimento del record.

In Giappone, gli ingegneri hanno ammesso che l’unica soluzione per evitare una perdita di radiazioni potrebbe essere quella di seppellire l’impianto nucleare con una colata di sabbia e cemento. L'oro spot ha aggiunto 1413.75 dollari l'oncia.

"Per quanto riguarda il Giappone, con le conseguenze del terremoto, gli investitori potrebbero concentrarsi di nuovo sul Medio Oriente. La situazione nel Bengasi è di grande preoccupazione al momento. Vorrei ancora un bullish bias dell'oro. I prezzi dell'oro potrebbero continuare al momento a rimarere fermi di fronte alle precarie condizioni economiche. Certo, se vedessimo un sell off di titoli, l'oro potrebbe indebolirsi e gli investitori potrebbero vendere il bullion per ottenere liquidità" ha detto Ong Yi Ling, analista del Phillip Futures di Singapore
I futures sull'oro Usa con scadenza ad aprile sono saliti da 9,8 dollari l'oncia a 1.414 dollari l'oncia.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la creazione di una no-fly zone per fermare le truppe del governo libico giunte a 100 km da Bengasi. E' inoltre autorizzato a ricorrerre a tutte le misure necessarie per proteggere i civili contro le forze di Gheddafi.

Il mercato fisico era costante dopo gli acquisti degli investitori in Giappone a seguito del terremoto devastante della scorsa settimana ed ha portato a Tokyo i premi per i lingotti d'oro a 2 dollari l'oncia, i più forti dalla fine del 2008. I premi sono stati stabili anche a Singapore e Hong Kong.

Le azioni giapponesi sono salite del 3% e lo yen caduto il Venerdì, dopo che il Gruppo dei Sette paesi più ricchi ha deciso per un intervento congiunto per frenare l'impennata della moneta. Il Brent crudo è salito a più di 1 dollaro rimanendo al di sopra dei 116 dollari venerdì in base ai timori di crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e Nord Africa.

giovedì 17 marzo 2011

EURO IN RIALZO SUL DOLLARO

L'euro è stato vicino a massimo di 4 mesi contro il dollaro statunitense più debole, poiché gli avvenimenti intorno alla centrale nucleare giapponese sono rimasti gli obiettivi principali per i mercati.

Il cambio EUR/USD ha raggiunto 1,4053 durante gli scambi europei del tardo pomeriggio, il massimo dall’8l novembre; successivamente consolidandosi a 1,4022, in aumento dello 0,87%.

Sostegno a 1,3854, minimo del 15 marzo e resistenza a 1,4248, massimo del 5 novembre.

All'inizio della giornata, le autorità giapponesi hanno concentrato gli sforzi per raffreddare i reattori della centrale di Fukushima, 155 miglia a nord est di Tokyo.

Gli elicotteri dell'esercito hanno sganciato acqua di mare sulla centrale, ma il livello delle radiazioni resta alto.

L'euro ha trovato sostegno nel corso della giornata dopo che la Spagna ha concluso con successo l'asta dell'importo massimo previsto di titoli a lungo termine, la prima asta dopo la decisione dei leader dell'Unione europea dell’aumentare la capacità del fondo di salvataggio della zona euro.

Intanto, l'euro è sceso nei confronti dello yen, con il cambio EUR/JPY in calo dello 0,22% a 110,37.

Giovedì il dollaro è rimasto pressoché invariato dopo che i dati del governo hanno mostrato che le richieste di sussidio di disoccupazione sono diminuito sostanzialmente la scorsa settimana in linea con le attese.

Una relazione ha mostrato che l'indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti è salito al suo passo più veloce in 18 mesi a febbraio, spinto dal rincaro dei costi energetici e alimentari, mentre l'inflazione di fondo è rimasta contenuta.

Nel frattempo, la Federal Reserve ha affermato che la produzione industriale negli Stati Uniti è diminuita inaspettatamente il mese scorso.